IL SOLSTIZIO D’ESTATE TRA MITO E NATURA

Pronti a godervi la giornata più lunga dell’anno?

Il 21 giugno è il Solstizio d’Estate, il giorno in cuiil Sole raggiunge il punto più alto rispetto all’orizzonte nella sua corsa annuale nei nostri cieli, regalandoci il massimo numero di ore di luce possibili nell’arco di una giornata.

Solstizio deriva dal latino “sol stat” “il sole si ferma”, e, infatti, pare quasi che il sole indugi un po’ in questa posizione prima di riprendere il suo cammino discendente.

La data di oggi inoltre segna anche un altro appuntamento: l’inizio ufficiale dell’estate.

Nel nostro emisfero Boreale, per tutto l’inverno, il Sole sale ogni giorno sempre un po’ di più sull’orizzonte, arrivando all’altezza massima il 21 giugno per poi iniziare la sua discesa, che si concluderà il 21 dicembre, quando cade il Solstizio d’Inverno.

Nell’emisfero australe, invece, la situazione è rovesciata.

In realtà è stata la Chiesa a spostare le date dei solstizi in quanto la tradizione popolare ritualizzava il 24 Giugno (S. Giovanni Battista) e il 25 Dicembre (Santo Natale).

Il Sostizio d’estate è il tempo in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte.
Questa verità era nota agli antichi popoli che pare fossero a conoscenza del fatto che le misteriose linee energetiche che solcano la superficie terrestre aumentano la loro carica tramite la potenza solare.

I cristalli possono essere potentemente caricati al solstizio così come è comune credenza che moltissime piante raccolte in questi giorni abbiano poteri quasi miracolosi.

La somiglianza con molteplici feste pagane fanno del Solstizio Estivo una sorta di capodanno o di carnevale, un “caos” in cui il cosmo si rinnova e si ricrea e in cui assumono rilievo i due elementi primordiali del fuoco e dell’acqua, dove il primo simboleggia i poteri della divinità maschile e la seconda quelli della divinità femminile.

Sono tanti gli elementi che accomunano questa antichissima festa alla magica “Notte di San Giovanni” del 24 giugno.

Le tradizioni raccontano il rituale dell’accensione dei falò, che servivano sia per dare luce che per allontanare gli spiriti maligni.

Le persone erano solite saltare e ballare intorno al fuoco per avere fortuna e le strade inoltre erano illuminate con candele e lanterne.

Le ceneri dei fuochi venivano conservate e sparse nei campi per propiziare la fertilità, oppure venivano conservate come talismani affinché potessero essere d’aiuto a sconfiggere le malattie e per invocare fortuna e prosperità.

In alcune tradizioni anche i malati venivano accostati ai sacri fuochi affinché potessero guarire.

Altro elemento che ritroviamo nelle celebrazioni del Solstizio d’Estate è l’Acqua: all’alba si raccoglieva la rugiada, dalle grandi proprietà magiche, e molte ragazze si rotolavano nude sull’erba perché ritenuta profiqua per la fertilità.

Anche le erbe giocano un ruolo di primo piano nelle tradizioni solstiziali e di San Giovanni.

Si raccolgono piante aromatiche da bruciare sui falò, come l’Iperico, la Ruta, la Verbena, il Vischio, la Lavanda, il Timo, il Finocchio, la Piantaggine e l’Artemisia alle quali si attribuiva il potere di scacciare via i presagi infausti e portare benessere e prosperità.

Anche oggi possiamo celebrare il nostro Solstizio d’estate attraverso riti molto semplici: possiamo per esempio alzarci all’alba e osservare il sole che sorge all’orizzonte, salutandolo e onorando il nuovo giorno.

Possiamo bagnarci con la rugiada oppure accendere un piccolo falò o delle candele rosse e dorate nel nostro giardino o terrazzo per celebrare la potenza del sole e della luna, ascoltare o suonare musica, leggere poesie e aspettare il nuovo giorno magari in compagnia dei nostri amici più cari. Tanto è la notte più breve dell’anno!

E al momento dell’alba possiamo salutare il sole dicendo: buona estate!

 

di Roberta Fileccia e Katia Cazzadore